
In questi ultimi anni ho avuto l’onere e l’onore di essere il coordinatore dei Giovani Comunisti di Pomigliano D’Arco. Si è trattato di anni piuttosto difficili, che hanno richiesto un grandissimo sforzo ed un notevole impegno politico. Questo impegno noi non l’abbiamo mai fatto mancare. Infatti, non solo abbiamo preso assiduamente parte , con volantinaggi, banchetti informativi, iniziative pubbliche, alle dure ed estenuanti campagne elettorali che si sono susseguite in questi anni ( Regionali e Comunali del 2005, Referendum, politiche del 2006 e quelle di qualche mese fa), ma siamo stati sempre in prima linea in tutte le vertenze ed in tutte le situazioni di criticità verificatisi sul nostro territorio. Grande è stato il nostro impegno nella vertenza Avio che aveva visto l’infame licenziamento del nostro compagno Santorelli e, ancora più intenso è stato l’impegno nella lotta contro l’apertura, anche a Pomigliano, di grossi Centri Commerciali. Quest’ultima battaglia è stata da noi particolarmente sentita, tantevvero che è costata ad una nostra giovane compagna un incredibile avviso di garanzia. D’altra parte parte bisogna anche tener presente che ben 13 dei 17 destinatari degli avvisi di garanzia sono Compagne e Compagni del nostro partito, testimonianza ineccepibile del fatto che sia stato un provvedimento creato proprio per colpire Rifondazione Comunista, e del senso di democrazia insito nella nostra amministrazione comunale. La nostra attività, però, non si è espletata soltanto, per così dire, “sul campo”. Già qualche anno fa abbiamo avviato la pubblicazione di un foglio informativo, L’Altro Mondo, nel quale, oltre alla cronaca politica locale, trovavano spazio quelle notizie che spesso occupano le ultime pagine dei giornali, ma che per noi sono di vitale importanza per mettere in evidenza ciò che intendiamo per informazione, vale a dire qualcosa che racconti quelli che sono i drammi quotidiani delle popolazioni, le loro continue lotte contro lo sfruttamento, la fame e la guerra. In sostanza, il nostro obbiettivo era quello di dar vita ad un’informazione diversa da quella scontata e lobotomizzante che quotidianamente ci viene proposta dai maggiori organi di stampa e dalla televisione. Questa iniziativa embrionale ha poi visto il suo coronamento nella creazione di un blog, http://www.gcpomigliano.tk/ , blog che volutamente abbiamo definito “ dei Giovani Comunisti di Pomigliano e di tutti coloro che si ritengono di sinistra” , proprio perché è nostra intenzione collaborare e confrontarci con tutti coloro che appartengono al frastagliato mondo della sinistra italiana, cercando di dare nuova linfa e riprendere quel discorso che si è bruscamente interrotto dopo la debacle elettorale del 13/14 aprile . La sconfitta nella ultima tornata elettorale è stata sicuramente drammatica ed ha portato alla scomparsa dal Parlamento Italiano di Rifondazione, e degli altri partiti della Sinistra. Molte sono state le nostre responsabilità in questa sconfitta, ma di esse abbiamo già parlato fin troppo, senza peraltro giungere a conclusioni accettate da tutti, vista l’immane portata del disastro. Penso che a questo punto si debba parlare soprattutto del che fare, da dove ripartire, insomma delle prospettive, anche perché il quadro politico è a dir poco inquietante.
Berlusconi, per chi ancora nutriva qualche dubbio, ha mostrato la sua vera faccia, quella del Dominus, del vero e proprio padrone, che dopo la schiacciante vittoria elettorale, crede che lo Stato sia ormai una sua proprietà, della quale poter disporre a proprio piacimento. Da qui gli attacchi continui a tutto ciò che costituisce il cosiddetto “contropotere democratico”, come la Magistratura e i Sindacati. In quest’ottica si spiegano l’emendamento “Salva-premier” ed anche la vera e propria crociata del neoministro Brunetta contro i fannulloni, che altro non è che un maldestro tentativo di screditare e colpire il Sindacato in quella che è la sua vera e propria roccaforte, vale a dire la Pubblica Amministrazione. In questo quadro a dir poco disastroso l’attuale Opposizione parlamentare si è mossa in maniera del tutto inadeguata. Il Pd, invece di un’opposizione a 360°, ha deciso di farla con molti gradi in meno, tentando un improbabile dialogo con la maggioranza, come se Berlusconi fosse un novello Carneade e non il Caimano che ha dominato gli ultimi 15 anni della vita politica italiana. I Latini dicevano “timeo Danaos et dona ferentes” ma evidentemente questa perla di saggezza deve essere sfuggita a Veltroni e company.
La cosa forse ancora più triste è che in questo frangente l’opposizione dura e pura la sta facendo Di Pietro, una persona di destra nota soprattutto per l’ ambiguità del suo agire politico, dimostrata appieno nella scorsa legislatura, allorquando votò contro lo scioglimento della società Stretto di Messina S.p.A. (cosa che consentirà a Berlusconi di riprendere al volo il suo folle progetto relativo alla costruzione del ponte) e, soprattutto, quando votò contrò la costituzione della Commissione parlamentare sul G8 di Genova. L’unica nota positiva sembra essere la scomparsa, almeno momentanea, del grillismo, dovuta probabilmente al fatto che , dopo la pubblicazione online del faraonico reddito del comico genovese, molti suoi seguaci abbiano finalmente deciso di mandare a quel paese lo stesso Grillo.
In questa situazione, noi crediamo sia di fondamentale importanza riprendere il percorso di unità a Sinistra bruscamente interrottosi all’indomani della disastrosa sconfitta elettorale. È necessario portare avanti il progetto di una Sinistra unita e plurale, nella quale, al di là delle possibili adesioni partitiche, ci debbano essere i rappresentanti della cosiddetta “sinistra diffusa”.Riteniamo si debba giungere ad un vero e proprio momento costituente della Sinistra in Italia, paese che ha sicuramente bisogno di una vera forza di sinistra che si faccia portavoce delle istanze dei ceti disagiati, dei diritti calpestati e di tutti coloro che ritengono che la politica si debba fare nelle piazze e nei luoghi di lotta e sofferenza e non soltanto nelle segreterie dei partiti.
Proprio per questo vogliamo un partito che sia presente ed attivo tanto nei luoghi di conflitto, quanto in quei luoghi istituzionali preposte a dare risposte puntuali e coerenti ai reali bisogni della società. È assolutamente necessario evitare l’autoreferenzialità dei gruppi dirigenti, un vero e proprio cancro che purtroppo ha trovato terreno fertile anche in Rifondazione, contribuendo sicuramente alla sconfitta elettorale ed alla crisi di rappresentanza avvertita sempre di più negli ultimi tempi.
Noi Giovani Comunisti crediamo in un Nuovo Mondo possibile e, soprattutto, siamo convinti, come sempre, che il nostro futuro è qui e comincia adesso.
Berlusconi, per chi ancora nutriva qualche dubbio, ha mostrato la sua vera faccia, quella del Dominus, del vero e proprio padrone, che dopo la schiacciante vittoria elettorale, crede che lo Stato sia ormai una sua proprietà, della quale poter disporre a proprio piacimento. Da qui gli attacchi continui a tutto ciò che costituisce il cosiddetto “contropotere democratico”, come la Magistratura e i Sindacati. In quest’ottica si spiegano l’emendamento “Salva-premier” ed anche la vera e propria crociata del neoministro Brunetta contro i fannulloni, che altro non è che un maldestro tentativo di screditare e colpire il Sindacato in quella che è la sua vera e propria roccaforte, vale a dire la Pubblica Amministrazione. In questo quadro a dir poco disastroso l’attuale Opposizione parlamentare si è mossa in maniera del tutto inadeguata. Il Pd, invece di un’opposizione a 360°, ha deciso di farla con molti gradi in meno, tentando un improbabile dialogo con la maggioranza, come se Berlusconi fosse un novello Carneade e non il Caimano che ha dominato gli ultimi 15 anni della vita politica italiana. I Latini dicevano “timeo Danaos et dona ferentes” ma evidentemente questa perla di saggezza deve essere sfuggita a Veltroni e company.
La cosa forse ancora più triste è che in questo frangente l’opposizione dura e pura la sta facendo Di Pietro, una persona di destra nota soprattutto per l’ ambiguità del suo agire politico, dimostrata appieno nella scorsa legislatura, allorquando votò contro lo scioglimento della società Stretto di Messina S.p.A. (cosa che consentirà a Berlusconi di riprendere al volo il suo folle progetto relativo alla costruzione del ponte) e, soprattutto, quando votò contrò la costituzione della Commissione parlamentare sul G8 di Genova. L’unica nota positiva sembra essere la scomparsa, almeno momentanea, del grillismo, dovuta probabilmente al fatto che , dopo la pubblicazione online del faraonico reddito del comico genovese, molti suoi seguaci abbiano finalmente deciso di mandare a quel paese lo stesso Grillo.
In questa situazione, noi crediamo sia di fondamentale importanza riprendere il percorso di unità a Sinistra bruscamente interrottosi all’indomani della disastrosa sconfitta elettorale. È necessario portare avanti il progetto di una Sinistra unita e plurale, nella quale, al di là delle possibili adesioni partitiche, ci debbano essere i rappresentanti della cosiddetta “sinistra diffusa”.Riteniamo si debba giungere ad un vero e proprio momento costituente della Sinistra in Italia, paese che ha sicuramente bisogno di una vera forza di sinistra che si faccia portavoce delle istanze dei ceti disagiati, dei diritti calpestati e di tutti coloro che ritengono che la politica si debba fare nelle piazze e nei luoghi di lotta e sofferenza e non soltanto nelle segreterie dei partiti.
Proprio per questo vogliamo un partito che sia presente ed attivo tanto nei luoghi di conflitto, quanto in quei luoghi istituzionali preposte a dare risposte puntuali e coerenti ai reali bisogni della società. È assolutamente necessario evitare l’autoreferenzialità dei gruppi dirigenti, un vero e proprio cancro che purtroppo ha trovato terreno fertile anche in Rifondazione, contribuendo sicuramente alla sconfitta elettorale ed alla crisi di rappresentanza avvertita sempre di più negli ultimi tempi.
Noi Giovani Comunisti crediamo in un Nuovo Mondo possibile e, soprattutto, siamo convinti, come sempre, che il nostro futuro è qui e comincia adesso.
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