lunedì 21 luglio 2008

Apologia dell' Indifferenza


La foto che si vede è stata scattata qualche giorno fa a Torregaveta, sul litorale flegreo, dove due cuginette rom, Violetta e Cristina, sono annegate mentre cercavano, con un bagno ristoratore, di porre rimedio all'insopportabile calura che le affliggeva, dopo una mattinata intera trascorsa su e giù per il litorale nel disperato tentativo di guadagnare qualche spicciolo vendendo braccialetti e catenine di plastica.
Ciò che più colpisce è senza dubbio l'indifferenza dei bagnanti, che continuano a prendere tranquilli il sole, mentre alcuni addetti delle pompe funebri portano via il feretro di una delle sfortunate cuginette..
C'è una domanda che mi affligge, tormentandomi, dal giorno in cui ho saputo la notizia; ma la stessa tracotante indifferenza si sarebbe manifestata ugualmente se, al posto delle bimbe rom, fossero morti due piccoli figli della nostra terra??? E' una domanda a cui non riesco a dare risposta, anzi, per dirla tutta, ho una tremenda paura di darmela, di ammettere che proprio noi, i Napoletani, il popolo più accogliente e generoso al mondo, possiamo indulgere ad un sentimento così infame, come l'indifferenza.
"Girarsi dall´altra parte, o farsi gli affari propri, può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono"; con queste parole il Cardinale Sepe ha espresso il suo dolore per quanto accaduto e, ad oggi, è l'unica voce delle cosiddette "autorità" ad esprimersi sul gravoso episodio.
Gli altri, i politici, hanno altro a cui pensare, come per esempio sbandierare ai quattro venti che l'emergenza napoletana è finita e che la città partenopea è tornata a far parte dell'occidente. Io non so cosa il premier abbia voluto intendere con questo temine, ma certo, una città che non prova un briciolo di pietà per ragazzine già così segnate dalla loro vita di stenti e, per giunta colpite da una morte così tragica e crudele, non può sicuramente definirsi civile.
Lascio agli altri poi stabilire se la civiltà sia "occidentale" o "orientale", a me queste discriminazioni tra punti cardinali non sono mai piaciute.
Fa sicuramente male pensare all'indifferenza dei bagnanti napoletani di fronte ad una tragedia come la morte, tragedia che la filosofia spicciola, (quella della vita da marciapiede e dell'arte di arrangiarsi, di cui i partenopei sono sicuramente maestri), ha da sempre dipinto come l'elemento accomunante di tutte le esistenze, a prescindere dalla razza e dal rango sociale. Sicuramente m'indigno riflettendo su cosa avrebbe potuto pensare di tutto ciò il grande Totò, che nella sua livella così parlava della Morte :
" 'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"
Antonio Di Maio

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